Circolo Ufficiali Marina Mercantile - Riposto

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Piazza antica.jpg (17691 byte)corso antico.jpg (20113 byte)Anticamente Riposto faceva parte del feudo di Mascali che, elevato a contea nel 1540 da Carlo V. sotto la giurisdizione del Vescovo di Catania, fu radicalmente trasformato dalle concessioni enfiteutiche che si susseguirono a partire dal secolo XVI e dalle frequenti usurpazioni da parte degli stessi enfiteuti. Il vigneto prese un forte sviluppo e Riposto divenne il centro più importante del commercio vinicolo della Sicilia orientale. Il suo nome trae origine dalla funzione che esso svolgeva nella contea, in quanto qui "ripostavano", in attesa che venissero trasportate via mare, le decime del raccolto spettanti al conte. Alla fine del '600 e ai primi del '700 i messinesi fecero di Riposto un florido centro commerciale.

Nel 1815 Giarre e Riposto si separarono da Mascali e formarono una unica amministrazione. Ma nel 1841 Riposto, in forza dell'importante ruolo acquisito e dopo ben nove richieste di separazione da Giarre, ottenne l'autonomia comunale.

La crescita socioeconomica di Riposto è stata intimamente legata alla campagna circostante e alle attività marinare del suo porto. Crescita che ha portato il paese ad essere sede di ben cinque delegazioni consolari, di case di commercio che operavano perfino nelle lontane Americhe, di diversi cantieri navali, di un ragguardevole numero di armatori. La vitalità economica di Riposto fu tale che la sua esportazione di vini rappresentò oltre la sesta parte del prodotto nazionale.

A seguito del grande incremento del commercio marittimo, nel 1820, fu aperta, dall'allora Governo Borbonico, una Scuola nautica che ancora oggi fornisce qualificato personale alla marineria italiana. Il prof. Giuseppe Giarrizzo, preside della facoltà di Lettere dell'Università di Catania, nativo di Riposto, a questo proposito scrive. "Non sarà facile, a chi voglia ricostruire la storia recente di Riposto e della sua cultura, dire in modo adeguato del ruolo del suo Istituto Nautico. Ché esso non fu soltanto una struttura di formazione professionale, peraltro - a quanto pare - egregia ed essenziale alla funzione storica di questa comunità mercantile: fu anche il terreno su cui poté realizzarsi una autentica rivoluzione culturale, con il "salto" compiuto in alcune generazioni di ufficiali dal modesto alfabetismo o piuttosto l'analfabetismo dei padri, ora bottai ora marinai ora portuali, ad un controllo e partecipazione attiva alla cultura politica, tecnica, letteraria del proprio tempo".

Dall'inizio di questo secolo, il centro ha perso progressivamente importanza sia per la crisi del commercio vinicolo e sia per l'avvento di nuovi tipi di trasporto. Il prof. Rosario Contarino - docente di letteratura italiana nell'Università di Catania - ha scritto: "È passato più di un secolo da quando Verga alludeva a Riposto come al capolinea di avventure e viaggi "di là del mare", e la indicava come lo scalo da cui poteva prendere il largo, verso "Trieste o Alessandria d'Egitto" e ogni città del mondo, la smania di ignoto di qualche giovane 'Ntoni insofferente di insularità.... Di questa Riposto mercantile, porto/porta del mondo, operosa come un microstato anseatico, sopravvivono poche e mal difese memorie. Sul suo mare non si scorgono più, a dispetto delle cartoline d'epoca, flottiglie in attesa di carico; né sulle sue spiagge nere le lunghe file di botti in sosta..... Di vitale, di culturalmente inconfondibile, c'è oggi a Riposto forse solo una tradizione marinara, che ha impresso ai suoi abitanti uno stile di vita aliena da gretto provincialismo. Di questa storia, che è ancora in gran parte realtà, il Circolo Ufficiali Marina Mercantile, è l'interprete naturale e più accreditato".