Circolo Ufficiali Marina Mercantile - Riposto

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Riposto è una cittadina laboriosa, tranquilla, pulita, civile e ordinata. Con la bellezza tipica dei suoi paesaggi e la dolcezza del suo clima svolge un ruolo di rilievo e di prestigio nell'hinterland. Vista dal mare è particolarmente bella. Il paesaggio non è stato finora deturpato da brutte e irregolari costruzioni. Il profilo maestoso del vulcano Etna, specie quando è innevato, le conferisce una commista atmosfera di paese di mare e di montagna. Centinaia di manifesti con la veduta di Riposto e il vulcano coperto di neve ci sono stati richiesti da turisti stranieri e fanno bella mostra anche in luoghi lontani come l'America o l'Australia. Anche la zona costiera di Riposto, sotto alcuni aspetti, è singolare: a sud del paese si osservano piccole spiagge intercalate tra gli scogli con alle spalle la caratteristica "timpa" di Carruba e la sua vegetazione che si avvicina alla cosiddetta "macchia" mediterranea, mentre a nord la spiaggia è ampia e a ghiaia fine, ideale per la balneazione.

L’aggregato urbano conserva un tessuto viario regolare con strade diritte e perpendicolari tra loro. Dalle sue prime viuzze, nate in vicinanza del mare, il paese si è espanso verso ovest attorno ad una via diritta costruita intorno al 1784 per congiungere i paesi di Giarre e di Riposto che, urbanisticamente, oggi sono un tutt'uno, separati solo dalla ferrovia.

Il centro storico gravita intorno alla piazza principale del paese. Qui vediamo la Basilica S. Pietro ricca di motivi architettonici, edificata nel periodo che va dal 1808 al 1865. All'interno della chiesa troviamo alcune tele di pittori dell'epoca, una Via Crucis lignea, un mirabile pulpito dell'architetto milanese Carlo Sada, realizzato nel 1892, e il coro intagliato da artisti locali. I ripostesi si gloriano di avere il capo degli apostoli, San Pietro il Pescatore, come protettore; ed hanno una speciale devozione per il loro Santo. Particolarmente sentite sono le processioni a mare dell'artistico fercolo con la statua del santo, che richiamano sempre una folla straordinaria proveniente da tutti i paesi vicini.

Ad ovest della piazza c'è il municipio, un'opera dall'architettura eclettica con ampi portici, eretta dal 1920 al 1926. Il tempo e la salsedine del vicino mare ne avevano deturpato in modo grave la facciata. Finalmente, dopo lunga indecisione, la precedente Amministrazione comunale, forse spinta da una forte pressione popolare, ne ha deciso la restaurazione, restituendo così all'edificio la sua primitiva bellezza.

Molti palazzi del centro storico hanno una architettura di stile neoclassico o liberty, e all'interno hanno pareti e volte pregevolmente affrescate. Alcuni dei più rappresentativi, come i palazzi Calì, Pasini, Cannavò, testimoniano - per la ricchezza dell'arredamento, lo sfarzo degli addobbi e lo splendore delle sale - il fiorente commercio che diede benessere al paese. Il palazzo Cannavò, in atto, è in fase di ristrutturazione per accogliere il Museo del mare che permetterà di salvaguardare l’artigianato, le tradizioni, la storia marinara del paese, che altrimenti andrebbero perduti.

La più antica chiesa di Riposto (risale intorno al 1680) è quella dedicata al culto, tipicamente messinese, della Madonna della Sacra Lettera. Recentemente alcuni lavori di restauro hanno portato alla luce alcuni reperti che testimoniano come il Santuario sia stato costruito su una chiesa protocristiana, che è stata anche il primo cimitero di Riposto.

Nel centro storico, come in periferia, possiamo ammirare decine di altarini bene inseriti nell'ambiente urbanistico. Queste belle edicole dimostrano come la religiosità dei ripostesi si identifichi e trovi le sue radici nell'origine stessa della città.

Un luogo caratteristico, per il vociare levantino, è il mercato del pesce.

Visto dall'alto, l'agglomerato urbano mostra ampi spazi a verde pubblici e privati. Quasi tutte le abitazioni hanno giardinetti in cui raramente manca un arbusto ornamentale o un albero da frutto, specialmente di agrumi. Nei balconi cresce rigogliosa la "pomelia", una pianta caratteristica di Riposto che trova difficoltà a crescere in altri luoghi. Per le sue condizioni climatiche, caratterizzate da inverni miti ed estati caldo umide, il paese si presta bene alla coltivazione di tutte le specie ornamentali tipiche della flora mediterranea marittima, ma anche di piante originarie dalle zone tropicali. Di una certa rilevanza è il parco che ospita più di 60 esemplari di kentie. Le piante, di ineguagliabile selvaggia eleganza, ricordano lontani paesaggi tropicali. Il parco riveste un notevole interesse scientifico quale esempio di buon adattamento di specie esotiche al nostro ambiente. La Villa Pantano, circa un ettaro di giardino pubblico, è un luogo di relax per bambini e anziani, un ampio spazio a verde che soddisfa il crescente bisogno di contatto con la natura.

Dando uno sguardo alla campagna ripostese si possono vedere 2 delle 7 torri della Contea di Mascali. Sono esempi cinquecenteschi di posti di guardia e di avvistamento di pirati.

Fanno parte del paese alcune Frazioni bene inserite nel territorio e che partecipano attivamente alla vita e allo sviluppo della Comunità ripostese.

- Il borgo marinaro di Torre Archirafi recentemente ha avuto una grande espansione urbanistica, divenendo d'estate un ricercato luogo di villeggiatura.

- Un altro borgo marinaro è Praiola, un piccolissimo raggruppamento di case immerso in un territorio agricolo di grosse dimensioni, quasi tutto con ampia veduta sul mare. C'è in corso una iniziativa che vorrebbe riservare questa area in parte a parco protetto, dove fare riprodurre l'originale "macchia" mediterranea, e in parte per la promozione dell'agriturismo.

- Altre due frazioni di Riposto sono Archi e Carruba, ad economia agricola, dove si coltivano e si lavorano agrumi e patate, e si pratica la floricoltura in serra.

Del passato permangono:

- Alcune fabbriche di botti. Una volta erano ben 18 a fornire le migliaia di botti che venivano utilizzate per il trasporto del vino via mare.

- Una distilleria delle 8 di allora. Alcune ciminiere ricordano l'antica operosità della cittadina nel settore della distillazione.

- Qualche industria di imbottigliamento di liquori e di vino.

- Dei piccoli cantieri navali con la funzione di rimessaggio e riparazione.

- Il mercato ittico con un ottimo giro d'affari; la pesca locale non è particolarmente ricca, ma il pesce è sicuramente più gustoso di quello pescato altrove.

- Una struttura portuale che permette l'ormeggio di due navi di piccolo/medio tonnellaggio e di parecchi pescherecci.

Nel dopoguerra si sono sviluppate:

- La commercializzazione, con relativa lavorazione e spedizione, di agrumi e patate.

- La coltivazione dei fiori sia in ambiente naturale che in serra.

- L'attività particolare di uno Stabilimento di Aerofotogrammetria che, con rilevamenti topografici e cartografie, uniti ad una strumentazione di altissimo livello tecnologico, permette di studiare e conoscere il territorio in tutti gli aspetti, rendendosi così utile ai settori di architettura, industria, restauro, archeologia, urbanistica e ingegneria civile.

- Una piccola attività nautica da diporto. Sia la vecchia struttura portuale e sia alcuni pontili galleggianti gestiti da privati consentono l'approdo a un discreto numero di imbarcazioni.

Per sfruttare al meglio la collocazione geografica della cittadina e per non proporre un turismo in concorrenza con gli altri centri ionico-etnei, i nostri uomini politici, con avvedutezza, pensano ad un turismo alternativo ed integrativo a quello tradizionale. A tal fine c'è già allo studio un progetto di porto turistico di grosse dimensioni che dovrebbe portare alla realizzazione di un'opera tra le più valide del Mediterraneo. Ciò farebbe di Riposto il capolinea di un itinerario turistico veramente singolare per gli appassionati della nautica da diporto.

Lo storico concittadino Santi Correnti, professore di Storia Moderna e di Storia della Sicilia nella Facoltà di Magistero dell'Università di Catania, ha scritto nel suo libro "Riposto nella storia, nell'arte e nella vita del suo popolo", pubblicato nel 1985, che "chi ama l'anima antica, semplice e bella, del popolo siciliano, deve visitare Riposto, perché vi troverà un mondo lontano, quello appunto che Giovanni Verga fermò in pagine eterne, con la mirabile potenza della sua arte".