Circolo Ufficiali Marina Mercantile - Riposto

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Presenza a Riposto dell'Assessore Regionale al Territorio e Ambiente on.le Bartolo Pellegrino

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A nome dei Soci del Circolo Ufficiali Marina Mercantile che rappresento porgo all’On.le Bartolo Pellegrino il nostro saluto e i nostri ringraziamenti per essere qui ad ascoltare i nostri problemi. Speriamo che possa risolverli.

La ragione per cui ci rivolgiamo all’Assessore Pellegrino?

Per il semplice motivo che in sette anni non siamo riusciti ad ottenere alcun riscontro ai nostri suggerimenti sul realizzando porto turistico.

È dal 1995 che manifestiamo le nostre idee: ci siamo rivolti alla passata Amministrazione che era di centro destra; abbiamo interessato l’attuale Amministrazione che è di centro sinistra; abbiamo chiesto l’aiuto del senatore Santi Rapisarda; ci siamo perfino umiliati nel chiedere al dott. Zappalà, Amministratore delegato di “Marina di Riposto”, il favore di ritirarsi dal lungomare e di accorciare il molo per non danneggiare l’attività commerciale del porto, ricevendone risposta negativa con la motivazione che si deve rispettare il Piano Regolatore.

Forse non è superfluo dire che noi avevamo massima stima e considerazione per questa Società e per le persone che la rappresentano, ed eravamo sicuri che avremmo visto realizzare un porto turistico efficiente e funzionale e senza danneggiarne la parte commerciale. Tant’è che a "Marina di Riposto" avevamo offerto la coorganizzazione del Premio Artemare e, bisogna onestamente dire, che l’adesione, da parte sua, era stata spontanea ed entusiastica.

All’inizio di quest’anno, non avendo raggiunto nessuno dei nostri scopi, abbiamo pensato di rivolgerci alla Regione, interessando del problema il deputato locale Nino Amendolia e, poi, anche l’On Giovanni Barbagallo, tramite l’intervento del dott. Angelo Di Mauro.

Oggi abbiamo l’onore e il piacere di riferire personalmente le nostre proposte al sig. Assessore Regionale al Territorio e all’Ambiente. È vero che sono passati tre mesi e 10 giorni dalla nostra richiesta, e non sono pochi per chi aspetta, ma dobbiamo anche dire che non sono molti per chi deve dare risposta agli enormi impegni d’ufficio.

 

Che cosa chiediamo

Noi chiediamo tre cose.

-         Salvaguardare la sezione commerciale e servizio passeggeri del porto;

-         Avere un lungomare dignitoso dove si possa passeggiare piacevolmente:

-         Non desideriamo un porto turistico che sia solo un “dormitorio” di natanti.

On.le Assessore, noi abbiamo fatto il possibile e l’impossibile. Il Circolo, da anni, sostiene che la struttura portuale di Riposto è un patrimonio comune di tutta la zona Jonico-Etnea e come tale deve avere caratteristiche idonee per uno sviluppo economico del comprensorio. Queste caratteristiche non si riscontrano per niente nel tipo d’opera che si sta realizzando. Noi sosteniamo che, per una più completa utilizzazione del porto, occorre che esso resti polifunzionale e cioè che i già progettati porto turistico e porto peschereccio non sostituiscano l'esistente struttura commerciale, ma vengano ad integrarla. E a tale fine abbiamo chiesto la razionalizzazione e il potenziamento delle strutture ed infrastrutture esistenti per consentire l'attracco a piccoli/medi traghetti e navi da crociera. Abbiamo altresì segnalato alcune opere prioritarie, quali l'allargamento del lungomare, la costruzione di un terminal alla radice del porto per la sosta degli autoveicoli, l'individuazione di una via scorrevole e veloce di collegamento con l'ingresso autostradale. Abbiamo anche fatto presente l'opportunità di introdurre, per l'approdo delle imbarcazioni da diporto, strutture di banchinaggio innovative e flessibili e di preferire le attrezzature di supporto al turismo nautico di transito, che poi è quello che porta maggior vantaggio alla comunità tutta. Abbiamo infine segnalato che temiamo un grave impatto ambientale perché il porto non è vicino alla città, ma è dentro la città.

 

Le occasioni in cui abbiamo presentato le nostre indicazioni

I momenti, in cui abbiamo prospettato i nostri suggerimenti, sono proprio tanti. Abbiamo iniziato nel 1994 con una riunione organizzata nei locali del Circolo, in cui erano presenti il Sindaco e il Presidente del Consiglio di allora, il progettista del Porto e alcuni piloti dei porti di Catania e di Augusta.

Le nostre idee le abbiamo ripetute nel corso del convegno “Muoversi per mare”, tenutosi nel febbraio del 1999, organizzato dal Comune, dalla Provincia e dall’Istituto Nautico.

Le abbiamo riferite in un Consiglio comunale dove siamo stati invitati.

Le abbiamo pubblicate integralmente sul volume “Riposto «Porto dell’Etna» e l’Artemare”.

Le abbiamo riportate su manifesti affissi sui muri delle strade del Paese.

Abbiamo utilizzato la manifestazione del Premio Nazionale Artemare per mandare messaggi.

Ultimamente, nell’agosto 2001, ci siamo rifiutati di partecipare al Convegno organizzato dal Comune e dai commercianti di Riposto sul tema “Riposto, il mare, il porto e le attività produttive”. Abbiamo inviato una lettera in cui s’invitava a passare “dal dire al fare”; “a prendere le decisioni del caso”; sostenendo che “è opportuno che, ad un Ente privato, che investe i propri capitali, si dica il più presto possibile, quello che può fare e quello che non deve fare”.

L’estate scorsa, abbiamo organizzato delle gite alle Isole Eolie per dimostrare a cittadini e politici la valenza delle nostre proposte a riguardo del porto commerciale e servizio passeggeri.

Infine il 10 gennaio di quest’anno abbiamo presentato tutte le nostre perplessità alla Regione.

Tutti gli Atti e i documenti sono di pubblico dominio sul nostro sito internet: www.artemare.it.

Certamente è mancata la collaborazione della stampa locale. Non perché non l’abbiamo coinvolta nei problemi riscontrati nella realizzazione del porto turistico, ma semplicemente perché spesso i Giornali sono più interessati ai guadagni che ai danni che possono subire i cittadini.

 

Attività commerciale e servizio passeggeri

Esaminiamo ora il Piano Regolatore del Porto, approvato con le seguenti prescrizioni.

- Nella delibera comunale n.135 è prescritto che, nell’attesa della realizzazione della nuova sezione, l'attività commerciale del porto debba poter proseguire.

- Le prescrizioni del Genio Civile riguardano l'accorciamento del molo oggetto della concessione alla Società Marina di Riposto.

- Il Consiglio Regionale dell'Urbanistica richiede che i fabbricati, ove possibile, siano perpendicolari alla costa per non ridurre la visuale del mare; di meglio precisare il sistema dei parcheggi previsti nelle banchine; di allineare la banchina del porto commerciale a quella turistica.

L’art. 3 del Decreto Assessoriale, così recita:  «Il Comune di Riposto è onerato degli adempimenti consequenziali al presente decreto nonché alla trasmissione a questo Assessorato delle tavole di piano oggetto delle modifiche di cui al superiore art. 1)».

Ora la Regione Siciliana ha rilasciato, alla Società Marina di Riposto, una concessione demaniale per la realizzazione di un molo il cui progetto era stato redatto dal Genio Civile OO. MM. di Palermo antecedentemente alla stesura del nuovo Piano Regolatore del Porto. Il progettista del Piano Regolatore ha incorporato nel suo lavoro il progetto di questo molo, che risulta ora approvato, con le prescrizioni del Genio Civile.

Orbene, a chi si può addebitare la responsabilità del fatto che finora non si sia ottemperato agli adempimenti consequenziali alle modifiche sopra citate? Al Sindaco del 1988? Al Sindaco dell’epoca del rilascio della concessione? Al Genio Civile Opere Marittime che non si è ricordato delle sue stesse prescrizioni? Al Comandante della Capitaneria di Porto e agli altri Enti che hanno rilasciato il parere favorevole, senza tener conto delle suddette prescrizioni? È assolutamente certo che la responsabilità non è dei cittadini e che questi non possono pagare le colpe di altri. Pertanto il molo in oggetto deve essere accorciato definitivamente di quanto imposto dal Genio Civile OO. MM. di Palermo e, provvisoriamente, nella attesa che si realizzi la nuova sezione commerciale, di quel tanto che permetta al porto di mantenere le potenzialità d’attracco che aveva prima della costruzione della sezione turistica. Tale molo deve essere accorciato sia perché imposto dal Consiglio Comunale che ha approvato il Piano Regolatore, e il parere del Comune è il più vincolante di tutti i pareri, e sia perché lo vuole il buon senso. Sarebbe un crimine ridurre le potenzialità di uno specchio d’acqua. Questo è un patrimonio non di Riposto, ma della Provincia, della Regione e della Nazione. E pertanto questi Enti non dovrebbero permetterlo. Dal 1836, data della prima richiesta del porto commerciale, sono passati 166 anni e non si può ora farlo morire per una cinquantina di posti barca in meno. Anche perché la capienza dei 1476 posti barca previsti nel piccolo specchio d’acqua protetto è esagerata.

Impatto ambientale

Tra gli elaborati indicati nel decreto d’approvazione del Piano Regolatore del Porto, non abbiamo individuato il documento relativo agli studi di idrologia e di idraulica. Ai comuni cittadini pare che nei tre bacini, interclusi dai due moli interni in gettata massiccia, e con i previsti pontili anche massicci, si creeranno seri problemi di ristagno di acque. Non sappiamo, però, in merito a questo problema, cosa ne pensano i consulenti di cui si avvale il Comune.

Noi affermiamo che i porti turistici, per la loro stessa natura (vedi il tema trattato nel depliant 2001), sono molto inquinanti e pertanto occorre costruirli lasciando defluire liberamente le acque. Si è ancora in tempo a realizzare banchine, pontili e moli interni non a “gettata”, ma a “giorno”. Non avremo certamente il mare pulito, ma eviteremo che lo specchio d’acqua diventi una cloaca.

Si sa che il Genio Civile OO. MM. di Palermo ha ceduto a Marina di Riposto il progetto della banchina divisoria dei due bacini turistici. Tale banchina, nel progetto del Genio Civile, era prevista come molo di protezione e per questo motivo era stato previsto come molo massiccio. Oggi, venendo a mancare la necessità della protezione a sud dello stesso, poteva benissimo essere realizzato “a giorno”. Ci chiediamo come mai il Genio Civile, che ha escluso dalla gara un progetto che prevedeva la costruzione della banchina su piloni con la motivazione che non si rispettava il Piano Regolatore, oggi abbia dato il parere favorevole alla trasformazione di questo molo dalla forma a denti di sega a forma rettilinea. In questo caso il Piano Regolatore non conta più? Il molo a denti di sega, progettato dallo stesso Ente, col chiaro e condivisibile intento di predisporre i pontili perpendicolari al molo e paralleli alla banchina di costa, non può essere modificato senza uno studio adeguato di fattibilità.

Per ridurre l’impatto ambientale abbiamo proposto un ampio lungomare che allontani, per quanto sia possibile, il porto dalla città e di utilizzare il sottosuolo della banchina di costa per parcheggio auto, per rimessaggio natanti e per tutti i servizi tecnologici che non richiedano superfici aeree. Non c’è maggior costo che deve impedire una tale soluzione. Siamo convinti che l’eventuale maggior spesa richiesta sarebbe ampiamente ricompensata dai volumi ricavati.

 

Porto turistico di stazionamento o di transito

Noi siamo per un porto turistico di stazionamento e di transito, ma prediligiamo nettamente quello di transito, di movimento, che accolga navi da diporto e non solo imbarcazioni. L’abbiamo detto tanto di quelle volte che ci vergogniamo di ripeterlo:

Il Piano Regolatore in vigore prevede solo posti barca per natanti ed imbarcazioni da diporto. I Porti turistici d’oggi si sono orientati per imbarcazioni e navi da diporto.

Realizzare oggi, nel duemila, una struttura che forse andava bene negli anni’80 sarebbe un errore grave.

 

Quanti errori!

Per non averci pensato prima, l’ampliamento del lungomare ha creato una diatriba e una serie di problemi che difficilmente si potranno risolvere. Il dott. Zappalà, che mi aveva detto personalmente che non avrebbe lasciato nemmeno un centimetro per allargare il lungomare, invece è stato costretto a lasciare l’intera strada che egli riteneva interna al porto. E così avremo un porto, sicuramente il primo nel mondo, con un Piano Regolatore portuale senza viabilità interna e un lungomare con due livelli di strada.

E poi, l’errore, tanto madornale quanto grave, degli oltre 2 metri e 20 cm di dislivello tra le due strade. Chi lo ha commesso e chi lo deve risolvere?

Ed ancora, perché nel Piano Regolatore e nel progetto esecutivo dell’opera non è stato previsto lo scarico di un torrente che appena pochi anni fa ha recato tanti danni ed anche vittime? E come si vuole risolvere l’errore, coprendolo semplicemente?

Noi chiediamo risposte chiare e precise e chi se n’assume le responsabilità.

 

Conclusione

A noi non interessa intraprendere l’iter di una variante al Piano Regolatore e ritardare così il completamento del porto. Secondo noi è ancora possibile, nel rispetto del Piano Regolatore vigente, adattare la struttura alle esigenze di oggi e ai vincoli imposti dal Consiglio comunale, dal Genio Civile OO.MM. e dal Consiglio Regionale dell’Urbanistica.

Se questo non fosse possibile, allora si ricorra alla Variante. Non ci riguardano le eventuali accuse di chi sostiene che, con la richiesta della variante, vogliamo ritardare il compimento dell’opera. Queste cose le diciamo da anni. La colpa non è certamente nostra se le proposte non sono state prese nella dovuta considerazione.

Il Presidente del Circolo

Gioacchino Copani