Circolo Ufficiali Marina Mercantile - Riposto

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Monumento ai caduti del mare

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Riposto è senza dubbio un paese di forte tradizione marinara. La sua marineria ha saputo tenere alto il nome della Città in tutta Italia, contribuendo allo sviluppo socioeconomico della Nazione. I suoi figli hanno partecipato, sia in tempo di pace che di guerra, a tutte le vicende che hanno visto l'Italia presente sugli oceani, scrivendo fulgide pagine nella storia della Marina. Ma la vocazione marinara del paese ha comportato anche il sacrificio della vita di molti suoi figli. Nella comunità sono poche le persone che non hanno congiunti o amici morti in mare e non c'è un luogo che li ricordi, dove si possa andare a deporre un fiore. Pertanto c'è in corso una iniziativa volta alla realizzazione di un monumento che ricordi queste vittime. La statua, a firma dell'architetto romano Silvio Amelio, dovrebbe venire collocata all’interno del porto turistico, in un punto prospiciente il corso principale della città. A tal proposito, l'insigne concittadino Vincenzo Di Maria - scrittore, saggista, critico d'arte e storico di un Settecento/Ottocento siciliano sotto molti aspetti inedito - ha scritto: "Fra Riposto e il mare esiste da sempre un rapporto inscindibile. Dal mare la civiltà del pensiero e dell'arte, la pesca e il commercio, l'anelito del navigare nell'immenso dell'ignoto, sono giunti e hanno preso radice nei ripostesi, segnandone il carattere e la destinazione esistenziale. Non sempre è stato un rapporto sereno. La rabbia e la fame transitano nelle fibre della natura e, se improvvisa la furia dei venti ne scuote e sconvolge le membra, il mare divora i suoi figli come un tremendo dio pagano. La storia dei marinai di Riposto è tutta qui, nell'alternarsi di gioie e dolori, per i doni ricevuti e le lacrime versate, che a loro provengono dalla volontà di perseguire il benessere e dalla necessità di ripagarlo con la sofferenza. A volte con la morte... Avrà un senso un monumento che si stagli all'orizzonte in un mare incontaminato da aberrante violenza. Esattamente come apparve, intorno al 100 a.C., dono degli Dei, al siriano Atenione che, fattosi re di un popolo di schiavi ribelli, fondò Macella (Mascali), mentre a ridosso dell'immensa distesa dello Ionio baluginava quello che era il nostro veridico litorale ghiaioso lastricato da pietruzze lucenti".