Circolo Ufficiali Marina Mercantile - Riposto

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Depliant Premio Nazionale Artemare 2003: Pagina n. 7

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I mercati della nautica crocieristica e da diporto

Le attività di piccole/medie navi passeggeri e di grosse navi da diporto si confermano sempre più in continuo sviluppo. Secondo questa valutazione, i porti turistici moderni vengono realizzati per accogliere sia il naviglio da crociera sia quello da diporto. Pertanto, quasi tutti i porti turistici che oggi si costruiscono, vengono divisi in due tipi di bacini. Uno di questi è adattato alla nautica da diporto tradizionale, cioè riservato allo stazionamento delle barche e, in piccola parte, alle imbarcazioni in transito. Un secondo tipo, di dimensioni ed infrastrutture idonee, viene predisposto per il transito di megayacht e navi da diporto di lunghezze fino a 100 metri ed anche oltre. Con queste dimensioni d’ormeggio è possibile accogliere piccole e medie navi da crociera, traghetti per passeggeri e i cosiddetti “mezzi veloci”, quali catamarani, aliscafi, navi Jet. Le “navi veloci”, come quelle del Gruppo Ferrovie dello Stato che operano nello Stretto di Messina (e che abbiamo potuto sperimentare a Riposto per mini crociere alle Isole Eolie), o come quelle della serie “Acquastrada” (Scatto, Guizzo) della flotta Tirrenia di Navigazione, stanno avvantaggiando il trasporto passeggeri e il conseguente sviluppo delle tanto auspicate “autostrade del mare”.

Autorevoli fonti sostengono che la tendenza ad ampliare i porti turistici al trasporto passeggeri, naturalmente quando lo specchio di mare lo consente, è favorita dai risultati economici molto positivi che tali categorie di strutture portuali danno rispetto a quelle tradizionali. In considerazione di questo vantaggio, spesso si giustificano i maggiori investimenti necessari per la realizzazione delle opere. Addirittura, in alcuni posti, nell’ impossibilità di creare strutture fisse per difficoltà d’espansione terrestre, si è preferito costruire banchine, moli e dighe in compar-timenti, capaci di accogliere al loro interno più livelli di parcheggi per macchine, officine di riparazione e quant’altro è possibile interrare. Mentre sulla sovrastruttura vengono realizzate le Stazioni marittime.

Gli amministratori politici di Riposto, consapevoli che lo sviluppo economico del paese può venire dal comparto nautico, si sono scommessi su un progetto di porto turistico d’avanguardia. Tale progetto prevede due bacini turistici. Un bacino è stato dato in concessione ad una società privata, mentre l’altro rimane riservato al Comune.

Nello specchio d’acqua privato è già operante una struttura capace di accogliere oltre 380 posti barca, tra stazionamento e transito. La società, “Marina di Riposto”, ha realizzato un’opera attenendosi ai più alti standard di qualità. Tutti gli impianti – sia per i criteri di scelta degli apparati, sia per l’integrazione dei vari sistemi, sia per l’uso delle tecnologie più avanzate - sono in grado di offrire all’utenza tanti vantaggi e soprattutto di garantire il migliore livello di sicurezza. La Società ha puntato sul fattore qualità e nel pieno rispetto dell’impatto ambientale, e per questo siamo sicuri che i diportisti sapranno riconoscerne i pregi.

Il Comune ha inteso riservare una buona parte del suo bacino all’accoglienza delle grandi navi da diporto e all’approdo di piccole navi passeggeri. Scelta, questa, abbastanza ponderata, fatta sia per non andare, giusta-mente, in concorrenza col privato e sia nel rispetto della categoria del porto, in quanto la Regione siciliana (D.R. 7 marzo 2001) l’ha classificato con le funzioni commerciale, servizio passeggeri, turistica e da diporto, peschereccia.

Il  bacino allestito da “Marina di Riposto”  è gia perfettamente funzionante e bene inserito tra i grandi porti turistici del Mediterraneo. Quando, fra qualche anno, saranno completate le strutture comunali mancanti, già individuate e promesse dal Sindaco, l’intera opera ripostese, chiamata “Porto dell’Etna”, potrà risollevare l’economia dell’hinterland Jionico-etneo.

Gioacchino Copani