Circolo Ufficiali Marina Mercantile - Riposto

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Respingiamo ogni e qualsiasi ILLAZIONE che ci accusa

di ostacolare la realizzazione del Porto Turistico

La struttura portuale di Riposto, alla stregua dei porti regionali di Termini Imerese, Milazzo, Siracusa, Gela, Licata, Mazara del Vallo e Marsala, risulta classificata come scalo commerciale d’interesse nazionale, corrispondente a porto di 2ª categoria, 2ªclasse (art. 4 della L. n.84 del 28/01/1994). Tale classificazione, certamente superiore a quella spettante per il modesto traffico annuo gestito, probabilmente è giustificata dalle dimensioni delle navi che il porto può accogliere, dal suo glorioso passato, dalla presenza della Capitaneria di Porto.

Con l’approvazione del nuovo Piano Regolatore Generale Portuale (D.A. n. 1173/88 del 21/09/1988), il nostro porto è diventato polivalente, essendo state integrate, alla primaria funzione commerciale, una sezione turistica e una peschereccia. Il Piano, in effetti, ha convertito la struttura portuale esistente in due bacini da diporto e uno peschereccio, mentre l’attività commerciale è stata spostata verso nord in una nuova struttura da costruire a partire dall’anno ....... (fate voi). Però, nel suddetto decreto è chiaramente specificato che ne fa parte integrante la delibera del Consiglio comunale di Riposto n. 135 del 09/06/1987, in cui risulta che il Piano in oggetto è stato approvato a condizione che non venga pregiudicata l’attività commerciale del porto.

In questo contesto, il Circolo ha preso una sua precisa posizione, che può essere condivisa o no, ma che di certo non è dettata da alcun interesse, né politico e né economico. Siamo stati e siamo favorevoli alla funzione turistica del porto in aggiunta a quella commerciale ed auspichiamo ogni iniziativa di privati tendente alla costruzione di approdi per il turismo nautico. Ma desideriamo che le opere siano realizzate nel miglior modo possibile.

Abbiamo sentito dire, fino alla noia, che il miglior pregio del nostro porto turistico è quello di essere situato nel cuore del centro storico. Però temiamo il rovescio della medaglia e cioè che tale vicinanza possa degradare, deturpare, danneggiare, intasare il centro città. In effetti, oggi, nella realizzazione di un’opera marittima, di per sé carica di cause inquinanti, non si può non tener conto delle tecnologie e dei mezzi disponibili per limitare l’impatto ambientale. A tale scopo sarebbe conveniente richiedere la certificazione ambientale ISO 14001, che darebbe assicurazione sulla conformità alla vigente legislazione ambientale. La certificazione aumenterebbe la competitività del porto turistico facendo leva sugli aspetti organizzativi e ambientali e sulla qualità dei servizi offerti dalle infrastrutture portuali. Un’opera non competitiva farebbe svanire ogni speranza di rinascita economica dei ripostesi ed anzi porterebbe, come molti sostengono, più danni che benefici.

I ripostesi sappiano che non sarà la sola costruzione delle banchine del porto turistico a soddisfare le loro aspettative, perché si potrebbe verificare quanto è accaduto col porto commerciale. In più occasioni, noi del Circolo abbiamo lamentato che finora è stata curata unicamente la sistemazione a mare dei moli, trascurando, non senza responsabilità, tutte le altre opere e manufatti a terra legati all’impianto portuale. Opere, queste, che avrebbero da tempo consentito, a seguito dell’effettiva richiesta di posti d’attracco per medio/piccoli traghetti e navi da crociera, una buon’attività commerciale del porto.

Più volte abbiamo esposto i nostri punti di vista, pareri per nulla vincolanti, anche se gli Enti preposti al rilascio delle concessioni e/o al controllo della conformità delle opere marittime dovrebbero tenerne conto. Sinteticamente abbiamo segnalato che:

---- la sezione turistica, in attesa della costruzione della nuova sezione commerciale o fino a quando tutte le navi non avranno i propulsori di manovra, non venga ad ostacolare la funzione commerciale del porto, permettendo l’attracco senza uso di rimorchiatori anche alle navi con propulsione tradizionale e aventi pescaggi compatibili con il fondale del porto;

---- il lungomare venga allargato in modo significativo e reso accogliente con doppia carreggiata in unico sviluppo altimetrico ed ampie banchine alberate.

---- ampi parcheggi vengano previsti nelle vicinanze del porto e vengano individuate strade di facile accesso alle principali arterie di comunicazione;

---- riteniamo non possa esistere un porto turistico nel cui specchio d’acqua vi scarichi un torrente di grossa portata, e finora anche scarichi di acque luride;

---- non condividiamo i numerosi posti barca di 6 metri, circa 280 su 525 previsti nel secondo bacino; le piccole barche (facenti parte della cosiddetta “marina minore”) ingombrano il porto favorendo la nautica di stazionamento, mentre prediligiamo un porto turistico di transito a dimensione flessibile;

---- i pescatori locali non siano danneggiati e che venga realizzato al più presto lo scalo d’alaggio per chi non vuole lasciare la barca in mare;

---- non è auspicabile la gestione dei due bacini da diporto da parte di Enti diversi, a causa della distribuzione dei servizi tra i due specchi d’acqua; non ha senso duplicare tali servizi aumentando così i costi e l’impatto ambientale; 

---- non ci sembra giusto che aliscafi e traghetti passeggeri vengano fatti attraccare all’estremità del molo foraneo, mentre l’ormeggio dei pescherecci sia previsto alla radice del porto;

---- il Comune, dalla realizzazione del porto turistico, dovrebbe ricavare dei benefici economici da restituire in servizi alla collettività;

---- preferiamo enormemente il turismo nautico di transito rispetto a quello stanziale, perché economicamente più conveniente per tutto l’hinterland;

---- venga studiata la possibilità di costruire le strutture edilizie per i servizi al porto e i parcheggi delle auto e delle piccole imbarcazioni nel sottosuolo delle banchine di costa; si avrebbe un minore impatto ambientale ed una migliore fruizione della visuale del mare. Il maggior costo verrebbe ricompensato dalla durata della concessione, che di norma si stabilisce in proporzione all’entità dell’investimento.

Come risposta a queste nostre proposte, ci è stato detto che i P.R.G. dei porti vengono approvati da decreti e come tali sono difficilmente modificabili in tempi brevi. Però, ci dispiacerebbe molto se le opere che verranno realizzate dovessero discostarsi dal Piano Regolatore in vigore con delle semplici varianti in corso d’opera.

Concludendo. Non abbiamo denunciato, e mai denunceremo, niente e nessuno. Non è questo il nostro ruolo. Diciamo, però, che le nostre idee le sosterremo con fermezza. A noi non interessa chi costruirà e/o gestirà il porto turistico, importa solo che l’opera venga realizzata a regola d’arte e che abbia un elevato standard di qualità. Oggi, le tecnologie avanzate lo consentono e le leggi sull’ambiente lo impongono.

Gioacchino Copani