Circolo Ufficiali Marina Mercantile - Riposto

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Intervento al Consiglio comunale del 10/09/2002

Al Presidente del Consiglio Comunale

di Riposto

 

Sul nascente porto turistico abbiamo già detto abbastanza. Il tutto è pubblicato su Internet al sito www.artemare.it ed appena possibile lo stamperemo su carta, per assumerci le responsabilità di quanto affermiamo. Di sicuro non abbiamo la presunzione d’essere infallibili, però assicuriamo che non abbiamo interessi da difendere, né politici né economici. Desideriamo rappresentare gli interessi di noi cittadini.

Interveniamo solo per chiarire due punti. Anzi, più che chiarire per capire.

1)  - Noi del Circolo non abbiamo mai inteso agire contro la società “Marina di Riposto”, sia perché rispettiamo chiunque rischia i propri soldi in un’attività che può migliorare l’economia del Paese, sia perché in questa Società ci sono interessi di persone amiche che hanno la nostra stima. Rileggetevi i nostri documenti e vedrete che abbiamo sempre proposto suggerimenti più utili che dannosi per questa Società. Abbiamo detto, nel febbraio 1999, al Convegno”Muoversi per mare” e poi riportato sul volume “Riposto Porto dell’Etna e l’Artemare”: «Espongo un’altra mia perplessità. Il porto turistico in realtà è composto di due bacini: uno comprendente la Portineria e i Servizi generali, cioè Club nautico, negozi, bar, sanità, pronto soccorso, dogana, ecc.; mentre il secondo, di cui la suddetta società ne ha la concessione, comprende il Capannone di lavorazione con annessi uffici tecnico-amministrativi e funzioni d’attività cantieristica, rimessaggio, Torre di controllo e Centrale tecnologica composta di centrale elettrica, idrica e termica. E’ chiaro che la gestione del porto esercitata da più Enti, con la suddivisione netta dei servizi tra i due bacini, sarà difficile. Quindi sarebbe più giusto che la Società in discussione si prendesse carico della costruzione del porto nel suo complesso. Se non avesse la capacità finanziaria, potrebbe aumentare i capitali con l’inserimento di altri azionisti, magari con la partecipazione del Comune, e perché no, degli stessi concessionari dei pontili».

Oltre un anno fa, per il Convegno organizzato dall’associazione dei commercianti, abbiamo scritto: «... E questi problemi, alcuni molto gravi, non si possono certo risolvere in una discussione pubblica. Ritengo sia giunto il momento che le persone chiamate a dare il loro parere si siedano attorno ad un tavolo per prendere, dopo aver valutato attentamente e responsabilmente le complesse questioni di cui oggi la cittadinanza è a conoscenza, le decisioni del caso. Perché penso sia opportuno che ad un ente privato, che investe e rischia i propri capitali, si dica, il più presto possibile, quello che può fare e quello che non deve fare».

Ora io non capisco come mai a me si toglie il saluto, mentre con altri, che qualche problema lo hanno creato, si continua ad essere amici più di prima. Mistero!

Chi mi ha tolto il saluto sapeva che il Piano Regolatore del Porto era stato approvato a certe condizioni, ancora oggi non rese esecutive; sapeva che il Piano prevede un’unica gestione e che è estremamente difficile la doppia gestione senza la revisione del Piano Regolatore. Perché non è stata chiesta prima la modifica?

Forse abbiamo danneggiato la Società difendendo quella delibera comunale n.135 del 09/06/1987 (votata all’unanimità e sicuramente la più intelligente che abbia potuto fare il suo Consiglio), senza la quale oggi i comandanti dei pescherecci avrebbero potuto rifiutarsi di lasciare libero il posto alla piccola nave che quest’estate ha fatto alcuni viaggi per le Isole Eolie?

Noi abbiamo sempre detto di desiderare un porto turistico attrezzato nel modo migliore, per richiamare le navi da diporto in transito, ed un lungomare spazioso e sistemato in modo da poter costituire luogo di passeggio e d’attrattiva per i turisti di terra. Noi abbiamo sempre e fortemente sostenuto di valorizzare il lungomare, allargandolo ed integrandolo con ampi parcheggi e strade di collegamento scorrevoli. Senza questi presupposti il porto turistico (quello di transito e non il garage delle barche) sarebbe un fallimento. Questa nostra fissazione non può che avvantaggiare Marina di Riposto, tranne che la ditta abbia in programma la sola costruzione del porto e non la sua gestione. In questo caso il “mistero” sarebbe chiarito. Siccome l’Amministratore delegato sostiene che a loro interessa anche e soprattutto la gestione del porto, il “mistero” rimane.

2) - Il secondo quesito che ci poniamo è il perché di questa mini variante di cui il Consiglio è chiamato ad approvare, mentre sarebbe più logico rivedere il Piano Regolatore nel suo complesso. Finalmente, nell’ultimo convegno sul Porto, il progettista del Porto turistico, rispondendo all’ing. Fiorentino, ha ammesso che il suo progetto va rivisto, mentre in una riunione ristretta di alcuni mesi fa mi aveva sostenuto il contrario. Meglio tardi che mai

I servizi essenziali, quali assistenza tecnica, officine, scalo d’alaggio, rimessaggio, cantiere navale, ecc. sono previsti nel bacino oggetto della variante in discussione e nessuno sa o non vuole dire se dovranno servire anche gli altri bacini e a quali condizioni. Oltre tutto, tali strutture, previste nel PRG del porto vigente, sono state dimensionate per 1456 posti barca, che vanno da 6 a 24 metri. Oggi già Marina di Riposto nel suo bacino ha eliminato le barche di sei metri e prevede navi fino a 40 m. Per quanto riguarda poi il primo bacino diciamo subito che faremo di tutto, anche pazzie, affinché siano garantiti gli approdi a navi da diporto ancora più grandi. Questo comporta che i suddetti fabbricati, compreso i posti macchina e la viabilità interna ai quattro bacini, devono essere rivisti alla luce della diminuzione dei posti barca e dell’aumento delle loro dimensioni.

Con tale mini variante si vuole rendere autonomo il secondo bacino, avvantaggiandolo rispetto al primo e riducendo la vista del mare. Gli altri bacini, se volessero rendersi anch’essi indipendenti, dovrebbero duplicare i servizi previsti nel secondo bacino riducendo così ancora di più la visuale del mare.

Signora Presidente del Consiglio, Signori Consiglieri, capisco che siete chiamati a prendere una decisione difficile su una situazione abbastanza ingarbugliata e complessa, e certamente non creata da questo Consiglio. Mi auguro che sappiate valutare attentamente i fatti e sono sicuro che sceglierete la soluzione migliore secondo coscienza.

Sig. Sindaco, Lei sa, e lo sanno anche gli altri, della stima che ho di Lei. Le riconosco capacità e meriti non comuni, ma devo dire, anche se con dispiacere, che nei suoi 40 anni ed oltre d’attività comunale non ha dato molta importanza ai problemi del porto. Se l’avesse fatto oggi il porto sarebbe pienamente funzionante e noi non saremmo qui a discutere, forse inutilmente, perché probabilmente i giochi sono stati già fatti altrove. Ora ha preso in mano la situazione, ma si trova fortemente in ritardo.

Da un’anomala concessione di un molo con un piccolo tratto di banchina rilasciata dalla Regione Siciliana, alla quale il Comune doveva opporsi, sono stati concessi, senza che nessuno ci abbia mai interpellato o informato, prima un intero bacino con tutti i servizi annessi e poi via via i diritti a nord, a sud, ad est. Ora, con questi fabbricati si completeranno i 360 gradi e tutti saranno felici e contenti. Siccome noi del Circolo non vogliamo danneggiare la Società vi diciamo di darle in concessione tutto il porto turistico, così essa non avrà più motivo di duplicare i servizi che sono previsti nel primo bacino. E i ripostesi vedranno un po’ più di mare.

Sig. Sindaco, Sig.ra Presidente del Consiglio, Sigg. Consiglieri, questo modo di procedere secondo il detto popolare “vedennu facennu” non ci convince. Noi desideriamo sapere e vedere come il porto verrà nel suo insieme, e non a spezzoni, desideriamo conoscere come saranno la viabilità interna e il servizio parcheggi nel contesto dei quattro bacini. Poi qualcuno ci dove chiarire un’altra cosa. Quando sostenevamo che non esistono nel mondo porti turistici senza parcheggi e che i posti macchina, tra interni ed esterni, devono essere da uno a due volte i posti barca, alcuni politici di spessore e tecnici qualificati ci ridevano in faccia sostenendo con molta presunzione che né dentro né fuori il porto ci dovevano essere parcheggi e che essi andavano fatti molto distanti e collegati con servizio di navette. Invece oggi voi siete chiamati a scegliere tra progetti con banchine invase di posti macchina, anche se furbescamente abbellite da molto verde, ignorando ciò che da anni noi suggeriamo e cioè di ricavare i parcheggi sotto la strada di raddoppio del lungomare e di interrare i servizi tecnologici quanto più è possibile. Abbiamo detto più volte che l’eventuale maggior costo non può essere d’ostacolo alla salvaguardia dell’ambiente e della visuale del mare.

Siamo convinti che, per quanto sopra esposto, vi assumerete delle responsabilità non vostre approvando questa mini variante in fretta e furia, con la giustificazione che la Società deve completare i lavori. Noi non possiamo sapere di chi è la responsabilità: però ci resta il dubbio che hanno portato noi e voi “sul fatto compiuto”. Io personalmente, se fossi al posto vostro, prima di votare chiederei consiglio ad un bravo avvocato penalista. Con questo non vogliamo convincere nessuno ad accettare la nostra posizione, vogliamo solo dichiarare il nostro dissenso e chiedere cortesemente che questa nostra dichiarazione scritta faccia parte integrante del verbale della seduta.

Riposto, 10 settembre 2002

Il Presidente

(Gioacchino Copani)